Da “Un profilo biografico” del prof. Andrea Leonardi

Prima Puntata


INGEGNER NEGRELLI, CI RACCONTI DELLA SUA INFANZIA.

Sono nato il 23 gennaio 1799 a Primiero, tra le Dolomiti trentine, nell’area italiana del Tirolo. Primo maschio dopo cinque femmine e seguito da altri 4 fratelli e una sorella.

Sono cresciuto in un ambiente familiare profondamente religioso e rigorosamente filoasburgico. Sia mio padre, il commerciante di legname Angelo Michele, che mia madre Elisabeth Würrtemberg, hanno cresciuto i miei fratelli ed io in un clima oltre che di stretta osservanza cattolica, anche di assoluta fedeltà alla casa d’Austria. Del resto ho ripetutamente testimoniato il tenace attaccamento tanto alla Heimat tirolese e a Primiero nello specifico, quanto alla Vaterland austriaca in diversi passaggi della mia nutrita corrispondenza, specialmente negli anni di permanenza lavorativa nella Confederazione elvetica.

COME DIVENNE INGEGNERE? 

Dopo la formazione primaria avvenuta a Primiero, ho frequentato il ginnasio vescovile nella vicina città di Feltre. Conclusi gli studi ginnasiali sono rientrato in ambito tirolese e fui mandato dalla famiglia a Innsbruck, con un duplice obiettivo: impadronirmi della lingua tedesca – che in effetti da quel momento divenne la mia abituale lingua d’uso – e soprattutto portare a compimento i miei studi teorico-pratici di carattere ingegneristico.

In quel periodo operavano in Austria solamente tre istituzioni universitarie in grado di fornire una formazione teorica ad aspiranti ingegneri e architetti: il k.k. polytechnisches Institut für Wien, l’Akademie der bildenden Künste sempre di Vienna e la Technische Universität Graz. Chi intendeva accostarsi alla pratica ingegneristica, solitamente, più che frequentare i corsi impartiti in tali università, seguiva una trafila formativa che prevedeva lo studio della matematica e della fisica in uno degli Atenei della Monarchia – nel mio caso quello di Innsbruck – e poi esercitare una sorta di praticantato sotto la guida di un ingegnere esperto, che avrebbe dovuto accompagnare l’aspirante ingegnere in una serie di lavori di progettazione sul campo. Ultimato tale percorso l’aspirante ingegnere si doveva sottoporre ad un esame in cui avrebbe dovuto dar prova delle sue capacità tanto di calcolo, quanto di tipo progettuale, il cui superamento gli avrebbe consentito di esercitare la professione.

CI PARLI DEI SUOI PRIMI LAVORI. 

Superato a Innsbruck l’esame di stato di ingegnere civile, nel 1821 ho conseguito la patente di Zivilingenieur. Tra il 1821 e il 1824, dunque ancora giovanissimo, ho prestato la mia opera in diverse vallate del Tirolo, tanto settentrionale che meridionale, seguendo molteplici lavori stradali. Nel 1824 sono stato chiamato a Vienna, dove tra l’altro mi fu consentito di approfondire le nuove tecnologie che utilizzavano il ferro per la realizzazione dei ponti. L’anno successivo mi venne affidata la responsabilità di una serie di ricerche idrografiche e mi potei occupare della regolazione del Reno nel tratto in cui il fiume segna il confine tra il Vorarlberg e la Svizzera.

CI PUO’ DARE QUALCHE CENNO SULLA SUA VITA PRIVATA? 

Il 31 maggio 1829 ho sposato Amalie Marie von Pirkenau, che, tra il 1830 e il 1836 mi ha dato quattro figli, uno dei quali morto in tenerissima età. In verità non si è trattato di un matrimonio felice ed il travagliato ménage familiare non durò nemmeno a lungo, in quanto Amalie Marie è scomparsa prematuramente nel 1840.

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